In breve
- La colpa è di chi diffonde le immagini, mai di chi è ritratto.
- Non pagare, non trattare, non mandare altre immagini.
- In Italia puoi chiedere al Garante privacy di intervenire prima della diffusione: decide entro 48 ore.
- StopNCII blocca le immagini su molte piattaforme senza che tu debba caricarle, ma Telegram non aderisce.
- Diffondere immagini intime senza consenso è un reato in Italia e in Svizzera. Denuncia presto: ci sono scadenze.
- Se le immagini riguardano un minore, non inoltrarle a nessuno e rivolgiti subito alla polizia.
Scoprire che circolano tue immagini intime, o immagini false costruite con il tuo volto, è una delle esperienze più dure che si possano vivere online. Shock, paura e vergogna sono reazioni normali. Non sei tu ad aver sbagliato, e ci sono strumenti concreti per limitare il danno.
1. Le prime cose da fare
- Non rispondere a chi ti minaccia e non pagare: chi paga una volta di solito viene preso di mira di nuovo.
- Non mandare altre immagini, anche se te lo chiedono «in cambio del silenzio».
- Salva le prove senza diffondere le immagini: link dei messaggi, nome e ID del gruppo o del canale, account che le hanno pubblicate, data e ora, messaggi di minaccia. Non serve fare screenshot delle immagini stesse. Qui spieghiamo come.
- Non inoltrare le immagini a nessuno, nemmeno ad amici o familiari per chiedere aiuto.
2. Blocca la diffusione
Garante privacy (Italia). Se temi che le tue immagini sessualmente esplicite vengano pubblicate, puoi segnalarlo al Garante prima che succeda, indicando le piattaforme coinvolte e il motivo del timore. Il Garante decide entro 48 ore e può ordinare alle piattaforme di bloccarne la pubblicazione. Le piattaforme conservano il materiale per 12 mesi, per poterlo usare come prova. Il Garante avverte che non può garantire che le immagini non circolino comunque.
StopNCII.org. Lo strumento crea sul tuo dispositivo un’«impronta» delle immagini, un codice che le identifica senza mostrarle, e la condivide con le piattaforme aderenti: tra queste Meta (Facebook e Instagram), TikTok, Reddit, X, Snapchat e Microsoft. Le immagini non lasciano il tuo telefono. Telegram non aderisce, ma StopNCII serve a impedire che le immagini passino da Telegram alle altre piattaforme. È pensato per immagini di persone adulte.
Google. Puoi chiedere a Google di togliere dai risultati di ricerca le immagini intime pubblicate senza consenso. Google le toglie dai risultati, non dal sito che le ospita.
3. Segnala a Telegram
- Nei canali e gruppi pubblici usa il pulsante Segnala e scrivi a abuse@telegram.org con i link dei messaggi.
- Nei gruppi privati può segnalare solo chi ne fa parte; Telegram dichiara di non trattare richieste esterne che li riguardano.
Telegram dichiara di aver rimosso nel 2025 oltre 950.000 contenuti di nudo creati con l’intelligenza artificiale. Le associazioni però raccontano che molte segnalazioni restano senza risposta. Per questo in Italia può aiutarti PermessoNegato, un’associazione che segnala con priorità i contenuti alle piattaforme e offre un primo orientamento legale e psicologico gratuito.
Nel Regno Unito un servizio pubblico specializzato, la Revenge Porn Helpline, ottiene la rimozione in oltre il 90% dei casi: lavorare con chi conosce le piattaforme fa la differenza.
4. Cosa dice la legge
In Italia
- La diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso della persona ritratta è un reato (art. 612-ter del codice penale): reclusione da 1 a 6 anni e multa da 5.000 a 15.000 euro, più grave se commessa con strumenti informatici. Si procede di regola a querela, da presentare entro 6 mesi.
- Dal 2025 è punita anche la diffusione di contenuti creati o alterati con l’intelligenza artificiale senza consenso, con la reclusione da 1 a 5 anni (art. 612-quater).
- Se qualcuno ti chiede soldi o altro per non diffondere le immagini, può configurarsi anche l’estorsione.
In Svizzera
- Inoltrare contenuti sessuali non pubblici senza il consenso della persona è un reato (art. 197a del Codice penale), punito più severamente se il contenuto viene reso pubblico. Si persegue su querela.
- Per i deepfake non esiste ancora un reato specifico. A seconda dei casi possono valere l’uso abusivo dell’identità altrui, i reati contro l’onore o l’inoltro di contenuti intimi. Nel 2026 un’inchiesta giornalistica ha documentato deepfake di almeno 14 donne residenti in Svizzera in gruppi Telegram pubblici; Telegram li ha cancellati dopo la richiesta dei giornalisti.
Queste norme vanno lette con un avvocato: i dettagli del tuo caso contano.
5. Denuncia
In Italia puoi rivolgerti alla Polizia Postale o a qualunque comando di Polizia o Carabinieri; in Svizzera alla polizia cantonale o al Ministero pubblico. Porta le prove che hai salvato. Puoi denunciare anche se non sai chi c’è dietro: solo le autorità possono chiedere a Telegram i dati degli account. Ne parliamo qui.
Se le immagini riguardano un minore
Questa parte è per genitori e familiari.
- Non inoltrare e non salvare le immagini: anche detenerle o inviarle è un reato. Annota solo dove le hai viste (link, nome del gruppo) e quando.
- Rivolgiti subito alla polizia: in Italia alla Polizia Postale, in Svizzera alla polizia cantonale.
- Take It Down aiuta a far rimuovere le immagini scattate quando la persona aveva meno di 18 anni, con lo stesso sistema delle «impronte».
- In Italia Telefono Azzurro risponde al 19696.
- Rassicura tuo figlio o tua figlia: la colpa non è loro, e chiedere aiuto è stata la cosa giusta.
Prenditi cura di te
Chi subisce la diffusione di immagini intime vive spesso ansia, paura, vergogna e isolamento. Parlane con una persona di fiducia o con un servizio di ascolto: in Italia il 1522 e Telefono Amico (02 2327 2327), in Svizzera l’aiuto alle vittime (142) e il servizio di ascolto 143 (Die Dargebotene Hand). Trovi tutti i contatti in Chi può aiutarti.
Cosa fare adesso
- Non pagare e non rispondere.
- Salva le prove senza diffondere le immagini.
- In Italia, segnala al Garante privacy; usa StopNCII per le altre piattaforme.
- Segnala a Telegram i contenuti pubblici.
- Denuncia entro i termini.
- Chiedi aiuto: PermessoNegato e gli altri servizi.
Aggiornato il 14 ottobre 2026. Informazione generale, non consulenza legale.
Fonti
- Garante privacy, procedura sulle immagini intime
- StopNCII, come funziona e piattaforme partner
- Google, rimozione di immagini intime non consensuali
- Take It Down (NCMEC)
- Codice penale italiano, art. 612-ter (Brocardi)
- Codice penale svizzero (Fedlex)
- Camera dei deputati, Commissione femminicidio, Doc. XXIII n. 18 (22.4.2026)
- SRF, deepfake e diritto svizzero (21.4.2026)
- SWGfL, Revenge Porn Helpline, rapporto 2024