Chi siamo
Sono sotto attacco è un’iniziativa indipendente e senza scopo di lucro per chi subisce gogna online, doxxing, minacce e attacchi informatici organizzati. Spieghiamo cosa fare, indirizziamo verso chi può aiutare e colleghiamo le vittime dello stesso gruppo.
Come è nata
Tutto è cominciato con una famiglia divisa tra Italia e Svizzera, presa di mira da account anonimi su Telegram: foto e accuse infamanti pubblicate in canali creati apposta, dati personali diffusi, minacce rivolte ai familiari.
Raccogliendo le prove per la denuncia, quella famiglia ha scoperto di non essere l’unica. Almeno altre cinque persone, in altri luoghi, stavano subendo lo stesso trattamento, con gli stessi metodi. Ognuna pensava di essere sola.
Da qui l’idea: se le vittime si trovano, possono proteggersi meglio e presentare denunce collegate. Un caso isolato rischia di essere archiviato; più casi con lo stesso schema raccontano un’altra storia.
Cosa facciamo
- Spieghiamo in parole semplici cosa fare quando sei sotto attacco: proteggerti, conservare le prove, denunciare.
- Teniamo un elenco verificato di associazioni, servizi e autorità in Italia, in Svizzera e all’estero.
- Raccogliamo le segnalazioni in modo riservato per capire quante persone colpisce lo stesso gruppo e aiutare le vittime a presentare denunce collegate.
- Formiamo una squadra di volontari: avvocati, esperti informatici, psicologi.
Cosa non facciamo
- Non pubblichiamo nomi, nick o account dei presunti autori: spesso usano identità altrui.
- Non facciamo indagini private, attacchi o ritorsioni.
- Non sostituiamo avvocati, polizia o servizi di emergenza.
- Non chiediamo soldi a chi ci scrive.
Chi c’è dietro
L’iniziativa è stata fondata da Edoardo Guzzi, che ne è responsabile. Lavoriamo con volontari e siamo indipendenti da partiti, aziende e piattaforme.