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Svizzera: a chi rivolgersi se l’attacco parte da Telegram

Vivi in Svizzera e sei vittima di gogna, molestie, minacce o immagini intime diffuse su Telegram? Polizia cantonale, querela, aiuto alle vittime e cosa cambia rispetto all’Unione europea.

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In breve

  • Per un pericolo immediato: 117. Per consulenza gratuita e riservata: aiuto alle vittime, 142.
  • La denuncia si presenta alla polizia cantonale o al Ministero pubblico del tuo Cantone.
  • Molti di questi reati si perseguono solo su querela, di regola entro 3 mesi da quando conosci l’autore del fatto.
  • In Svizzera il Digital Services Act europeo non si applica: oggi la strada principale è quella penale.
  • Le polizie di solito intervengono solo se qualcuno denuncia. Per questo la tua denuncia conta.

Chi vive in Svizzera e viene preso di mira da gruppi o canali Telegram ha a disposizione strumenti in parte diversi da quelli dei paesi dell’Unione europea. Questa guida riassume a chi rivolgersi.

1. Subito: sicurezza e sostegno

  • Pericolo immediato: chiama il 117.
  • Aiuto alle vittime: il 142 ti mette in contatto con il consultorio del tuo Cantone. La consulenza è gratuita e riservata, anche anonima, e vale anche per i familiari. L’aiuto alle vittime può in certi casi contribuire alle spese di avvocato e terapia.
  • Ascolto: il 143 (Die Dargebotene Hand) risponde giorno e notte.

Tutti i contatti sono in Chi può aiutarti.

2. Conserva le prove

Prima di segnalare o bloccare, salva link dei messaggi, nomi e ID degli account, data e ora. Lo spieghiamo in Come conservare le prove di una gogna su Telegram.

3. Denuncia e querela

Puoi rivolgerti a un posto della polizia cantonale o direttamente al Ministero pubblico del tuo Cantone. Alcuni Cantoni, come Zurigo, offrono anche appuntamenti online per certe denunce; per minacce gravi è meglio andare di persona.

In Svizzera molti dei reati tipici di queste campagne si perseguono solo se la vittima presenta querela (in tedesco Strafantrag). Il termine generale è di 3 mesi da quando conosci l’autore del fatto. Una risposta del Consiglio di Stato ticinese del dicembre 2025 lo ricorda: senza querela non parte un’inchiesta d’ufficio. Fatti confermare il termine da un avvocato o dal consultorio per le vittime.

Un sondaggio giornalistico del 2024 presso le polizie cantonali ha mostrato che quasi nessuna cerca da sola i gruppi di questo tipo: intervengono quando arriva una denuncia.

4. Quali reati possono valere

A seconda di cosa ti sta succedendo, il Codice penale svizzero prevede tra gli altri:

Cosa succede Articolo
Accuse e insulti che offendono la reputazione art. 173 (diffamazione), 174 (calunnia), 177 (ingiuria)
Minacce art. 180
Molestie o minacce ostinate che limitano la tua vita art. 181b (atti persecutori, dal 2026)
Messaggi e chiamate moleste art. 179septies
Qualcuno usa la tua identità art. 179decies
Contenuti sessuali inoltrati senza consenso art. 197a

Per i deepfake non esiste ancora un reato specifico: a seconda dei casi possono valere l’uso dell’identità altrui, i reati contro l’onore o l’inoltro di contenuti intimi. In Parlamento è stata discussa una proposta per vietarli in modo esplicito.

5. Le differenze con l’Unione europea

  • Il Digital Services Act non si applica. Non ci sono, per ora, procedure di reclamo verso le piattaforme come quelle europee. Il Consiglio federale ha messo in consultazione fino al febbraio 2026 una legge sulle piattaforme di comunicazione, con segnalazioni, reclami e un rappresentante legale in Svizzera.
  • Le richieste a Telegram passano dalle autorità. Dal 2024 Telegram consegna indirizzo IP e numero di telefono su ordine valido. Secondo i dati di trasparenza raccolti da un archivio indipendente, per la Svizzera le richieste soddisfatte sono passate da zero a 32 richieste per 77 utenti nell’ultimo trimestre 2024, e a 55 richieste per 116 utenti nel primo trimestre 2026.
  • La Svizzera partecipa alle operazioni internazionali: per esempio a progetti di Europol contro le reti violente online, e alcune misure di indagini italiane sono state eseguite da polizie cantonali.

6. Proteggi i tuoi dati

  • Chiedi al tuo Comune il blocco della comunicazione dei tuoi dati a terzi (Datensperre): le regole cambiano da Comune a Comune, chiedi al controllo abitanti.
  • Per i dati personali pubblicati online puoi rivolgerti all’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza.
  • Per un sito attaccato puoi segnalare all’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS), che però non riceve denunce penali.

La guida completa è nella pagina Proteggiti.

Cosa fare adesso

  1. Pericolo: 117. Sostegno: 142.
  2. Salva le prove.
  3. Querela entro i termini, alla polizia cantonale o al Ministero pubblico.
  4. Chiedi il blocco dei dati al Comune.
  5. Se altre persone subiscono lo stesso trattamento, scrivici: collegare i casi aiuta.

Aggiornato il 14 ottobre 2026. Informazione generale, non consulenza legale. Le procedure possono variare da Cantone a Cantone.

Fonti

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